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Il cantautorato lunare e intimista di Grazian, che già nel precedente “Armi” aveva immerso i piedi tra le onde new wave in una ricerca sonora nuova e ispirata, qui si arricchisce di nuove influenze senza perdere il piglio da narratore intenso che tratteggia miniature esistenziali di momenti perlopiù tristi: si spalancano scenari psichedelici, caleidoscopi dream pop, morbidezze riverberate e approcci sintetici, senza perdere di vista tutto ciò che è stato in dieci anni di attività

ROCKIT – 19 Gennaio 2015 – Margherita G. Di Fiore

 

La maturità di Grazian viene fuori proprio dall’armonioso amalgama delle sonorità che, pur citando influenze diverse, sono ugualmente addomesticate alla scrittura personale facendo sì che il gioco delle citazioni si perda in mille rifrazioni.

XL di REPUBBLICA - Intervista di Tobia D’Onofrio del 13 Gennaio 2015

 

Tolta la sorpresa iniziale, c’è da dire che anche nei successivi passaggi il disco mantiene le promesse, soddisfando gran parte delle aspettative. Ulteriore conferma di un percorso coraggioso e di valore, tra l’altro in questo caso finanziato direttamente dal pubblico tramite MusicRaiser.

SENTIREASCOLTARE – 6 Febbraio 2015 – Fabrizio Zampighi

 

Grazian conosce la lezione di stile di gente come Baustelle e Sinigallia ma non disdegna di mostrare muscoli e impennate rock: ne scaturiscono trame liquide e capace d’infondere calore. La melodia è sempre presente, in un modo mai vistoso, ma anzi, spesso sottotraccia entra piano e s’innesca nel cervello. Non si preoccupa di stupire o spiazzare (a dire il vero non è mai stato un suo problema anche con i lavori precedenti), di muoversi in territori CCCP tanto quanto di catturarci con morbida popedelia che non graffia ma sfiora, incessantemente.

TROUBLEZINE – 8 Febbraio 2015 – Riccardo Cavrioli

 

 

Se questo disco fosse un dipinto, magari proprio uno dei suoi, sarebbe una mattina assolata che vede un uomo sdraiarsi sull’erba ad osservare le migrazioni degli uccelli.

JUSTKIDS - Intervista di Francesca Amodio del 6 Febbraio 2015

 

 

Grazian ha una fisionomia artistica di gran caratura e di promettente futuro. Ha scritto, arrangiato e suonato il suo disco, come raramente nel mondo delle iperproduzioni moderne capita. Ha avuto dei validi compagni di viaggio in Enrico Grabrielli, Leziero Rescigno, Rodrigo D’Erasmo e Antonio Cuper Cupertino (registrazione e mixaggio).

Un ottimo disco, da attraversare per attraversarsi.

LOST HIGHWAYS – 13 Gennaio 2015 – Amalia Dell’Osso

 

L’Età Più Forte (titolo che omaggia lo scrittore francese Simone De Beauvoir) tocca anche temi sociali e culturali come l’emigrazione interna. E i testi sono più diretti rispetto al passato, fermo restando il tratto poetico che da sempre contraddistingue il songwriting del Nostro.

XTM – 22 Gennaio 2015 – Valerio De Marco

 

Una delle cose che più colpiscono di Alessandro Grazian è l’umiltà, quella facoltà preziosa di rimanere al centro degli ascolti rimanendo, comunque stando sempre al riparo dei coni d’ombra delle ribalte chiassose, ed è una caratteristica che lo porta ad una buona considerazione per tutto il raggio d’azione degli ascolti inappuntabili, dentro e fuori un underground che si dichiara “altro”

SHIVER – 26 Gennaio 2015 – Max Sannella

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