INDOSSAI

Tutti i testi di INDOSSAI

Indossai_300

INDOSSAI - 2008
Testi e musiche di Alessandro Grazian tranne dove indicato

- Indossai
- Ballata
- È vero (testo di Nisa)
- Acqua
- Diteci che siamo sani
- A San Pietroburgo
- Sainte Epine (testo liberamente tratto da una poesia di L. Aragon)
- Fiaba Rossa
- Soffio di nero
- Chiasso
- Tema di Suena (strumentale)


 

INDOSSAI

Avevi il tuo nome illuminato
da un raggio di sole usato
e non pensavi che la Gioconda
avesse un sorriso speciale
un sorriso da combattimento
che mai io indossai

Avevi il tuo nome
illuminato da un altro nome
e non mangiavi che pane e sputo
per un vestito blu di velluto
un vestito da combattimento
che mai io indossai

Avevo il mio nome illuminato
da un raggio di sole usato
e non parlavo mai della corda
in quelle case sedotte dal cappio

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BALLATA

Mi hai dipinto con occhi sbagliati
dedicati alla bocca della musa
che faceva di Frisco il suo corsetto

Mi hai dipinto con occhi sbagliati
dedicati alle spalle della musa
che faceva di Piola la sua mesata

Mi hai dipinto con occhi sbagliati
dedicati alle caviglie della musa
che faceva di Londra la sua resa

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ACQUA

Dimmi se ti senti ancora di sorridere
ora che nessun Natale si avvicina
ora che non ci vuol più
un talento per fiorire

Acqua azzurra
acqua chiara siamo noi
dove tutto è nero

Acqua azzurra
acqua chiara siamo noi
dove tutto è amaro

Dimmi se ti senti ancora di sorridere
ora che il tuo tilacino è ferito
ora che la colpa è sulla bocca dei vincenti

Quante guance da baciare
ora che non abbiamo labbra

Quante guance da baciare
ora che non ne abbiamo voglia
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DITECI CHE SIAMO SANI

È troppo questo sogno per noi
noi senza luce
è troppo questo sogno per noi
noi che siamo in un incendio

Siamo come in un incendio
in cui ci sentiamo salvi
voi diteci che siamo sani
diteci che siamo sani, diteci

È troppo questo sogno per noi
noi che siamo a riva
è troppo questo sogno per noi
noi che abbiamo un regno
dove non ci sono stoviglie
dove non ci sono più figlie
da far corteggiare e da far sposare

Diteci che siamo sani
diteci che siamo sani
voi diteci che siamo sani
diteci che siamo sani

Buone novelle hanno i passanti
buone novelle hanno i cantanti
tutti, tutti hanno braccia di mimose
tutti sanno consumare il cuore
e a noi non bastava affetto
e a noi non bastava affetto…

Buone novelle hanno i passanti
buone novelle hanno i cantanti
tutti, tutti hanno braccia di mimose
tutti sanno consumare il cuore
e a noi non bastava affetto
e a noi non bastava affetto…

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A SAN PIETROBURGO

A San Pietroburgo dovevamo andare
ma siamo rimasti fermi ad aspettare

A San Pietroburgo sulla Neva
a San Pietroburgo dormirai
a San Pietroburgo sulla Neva
a San Pietroburgo dormirai
a San Pietroburgo sulla Neva
a San Pietroburgo dormirai
a San Pietroburgo sulla Neva
dormirai

A San Pietroburgo stavano scrivendo
“sia lode alla grazia” stavano cantando
“sia lode all’errore ogni capodanno”

Mio caro amore vai a fare il pane
che a San Pietroburgo non possiamo andare

A San Pietroburgo dovevamo andare
ma siamo rimasti fermi ad aspettare

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FIABA ROSSA

Canta una fiaba con la tua semplice voce
lì un’arancia era la sola buona luce
e le pareti erano scure
e non davano conforto di fessure

“L’amore ride e poi ci proteggerà le ginocchia”
questo tu tempo fa mi cantavi lì sull’altare

Canta una fiaba rossa di rossa allegria
che si porti via il ricordo e la punizione
sul trono dove tendevo le dita
c’è un astuccio, c’è un’ortica

“L’amore ride e poi ci proteggerà le ginocchia”
questo tu tempo fa mi cantavi lì sull’altare

Nicht gestraft, sondern gereinigt fühl’ ich mich!

Leinwand, Pinsel, Bleistifte, Farben,
Stehend, sitzend, Von der Seite, Von Vorne,
Von hinten, Angezogen, Nackt

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SOFFIO DI NERO

Un dolore spremuto da me
è quel seme che porto da te
e non riesco a consolarmi
di cadere e non averti

Queste luci mi portano via
senza chiedere la cortesia
dividendo i nostri sogni
confondendone i bisogni

Ma le pene le lasciavi tu
in un soffio di nero
su uno scaffale del cuore
che non vedo

Sulle spalle nude
sale la tua voce
percorrendo lentamente
dei binari desolanti

Ma le pene le lasciavi tu
in un soffio di nero
su uno scaffale del cuore
che non vedo

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CHIASSO

Ero ancora sotto il cielo di una scrivania
tra una sedia e un muro pallido
ero un piccolo mosaico di malinconie

Chiasso nel chiasso di un giorno fa

Ero il dorso dei miei sogni chiusi e timidi
tra le braccia nude d’un addio
ero contro la mia gioventù

Tra le braccia nude d’un addio

Chiasso nel chiasso di un giorno fa
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